Prima di aiutare le persone a superare i propri blocchi, ho dovuto affrontare i miei.
Non sono sempre stato la persona che vedi oggi.
Per anni mi sono portato dietro paure, insicurezze e schemi che non riuscivo nemmeno a riconoscere.
Sapevo cosa avrei voluto fare, ma tra sapere cosa fare e riuscire davvero a farlo sembrava esserci sempre qualcosa in mezzo.
A un certo punto la mia vita è cambiata.
Nel 2019 ho vissuto uno dei periodi che più mi hanno segnato personalmente.
Negli anni successivi mi sono trovato a mettere completamente in discussione me stesso, la direzione che stavo prendendo e quello che volevo veramente dalla mia vita.
Nel 2020 ho attraversato un periodo molto difficile.
E proprio lì ho iniziato a farmi una domanda:
perché possiamo sapere razionalmente cosa sarebbe meglio per noi e, allo stesso tempo, comportarci nella direzione opposta?
Ho iniziato a cercare risposte.
Ho studiato mente, comportamento, subconscio, emozioni e il modo in cui le esperienze passate possono influenzare il nostro modo di reagire nel presente.
Più approfondivo, più capivo una cosa:
molti dei nostri comportamenti non nascono da una decisione razionale presa cinque minuti prima.
Sono automatismi che abbiamo costruito nel tempo.
Paura del giudizio.
Bisogno di approvazione.
Paura del conflitto.
Difficoltà a esporsi.
Autosabotaggio.
La sensazione di non essere mai abbastanza.
E puoi avere tutta la strategia del mondo, ma se ogni volta che devi agire si attivano gli stessi automatismi, continuerai a trovarti davanti allo stesso limite.
Nel frattempo, la mia vita continuava.
Ho fatto lavori completamente diversi da quello che faccio oggi.
Ho lavorato come cameriere.
Ho lavorato nell'informatica a Milano.
Ho cambiato ambienti, persone e direzioni.
E in uno dei capitoli più importanti del mio percorso sono arrivato fino in Ecuador.
Essere dall'altra parte del mondo, immerso in una realtà completamente diversa dalla mia, mi ha fatto vedere con ancora più chiarezza quanto la nostra percezione di ciò che è possibile sia condizionata dall'ambiente nel quale siamo cresciuti e dalle esperienze che abbiamo vissuto.
Cambiare posto non significa automaticamente cambiare ciò che hai dentro.
Puoi attraversare un oceano e ritrovarti con le stesse paure.
Puoi cambiare lavoro e ripetere gli stessi schemi.
Puoi trovare una nuova strategia e continuare comunque a rimandare.
È lì che ho capito che volevo andare più in profondità.
Da ricerca personale a lavoro con gli altri.
Ho continuato a formarmi e a sperimentare strumenti legati al comportamento, al sistema nervoso e ai pattern automatici.
Poi ho iniziato a lavorare direttamente con le persone.
Persone con storie completamente diverse.
Professionisti.
Imprenditori.
Persone che fuori sembravano avere tutto sotto controllo, ma che sentivano di avere un freno che non riuscivano a spiegare.
Negli anni ho lavorato con oltre 500 persone, osservando continuamente quanto spesso il problema dichiarato in superficie fosse soltanto una parte della storia.
Ed è da qui che nasce il lavoro che faccio oggi.
Oggi lavoro soprattutto con imprenditori, professionisti e persone ambiziose che sanno cosa dovrebbero fare, ma continuano a sentirsi bloccate quando arriva il momento di farlo.
Non parto dalla motivazione.
Non credo che basti dirti di avere più disciplina o di pensare positivo.
Cerco invece di capire insieme a te cosa succede dietro quel comportamento:
perché non ti esponi;
perché continui a rimandare quella decisione;
perché sai che dovresti alzare i prezzi ma non lo fai;
perché non riesci a delegare;
perché il giudizio degli altri continua a condizionarti;
perché, proprio quando stai per fare un salto di livello, qualcosa dentro di te tira il freno.
Il mio lavoro consiste nell'individuare questi pattern e lavorare sulle reazioni automatiche che continuano ad alimentarlo.
Perché conosco quella sensazione.
Quella di sapere che potresti fare di più.
Di sapere razionalmente quale sarebbe il prossimo passo.
E allo stesso tempo sentire qualcosa dentro di te che continua a trattenerti.
È esattamente il motivo per cui oggi faccio questo lavoro.
Non per trasformarti in qualcun altro.
Ma per aiutarti a capire cosa continua a guidare automaticamente le tue decisioni, in modo che possa essere finalmente tu a scegliere la direzione.